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Visita al Museo del Castello
Scaligero di Torri del Benaco. |
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La zona del pozzo
Appena varcato il cancello d'ingresso, la nostra attenzione è attirata
da un pozzo con una vera in marmo giallo locale. La torre che sovrasta
l'ingresso è il mastio, un tempo ben più alto, con la parte superiore
aggettante e collegato al resto della fortificazione grazie ad un
ponte levatoio: esso costituiva l'estrema difesa in caso di assedio.
L'abitazione attigua al mastio è quella che ora ospita le sale del
museo. Il piccolo edificio adibito a biglietteria era la lavanderia,
dove si ...segue |
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La
sala dei calafati
I calafati erano artigiani dediti alla costruzione e riparazione delle barche da pesca, le caratteristiche bisse o gondole piane, e dei grossi barconi da trasporto. Centri rinomati per tale attività erano Torri e Castelletto, i cui calafati erano specializzati nella costruzione delle barche, mentre a Riva, a Desenzano e a Malcesine venivano preferibilmente allestiti i barconi.
Quando si costruiva un'imbarcazione, gran parte del lavoro si svolgeva
all'aperto e raramente si partiva da ...segue |
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La sala dell'oliva e il torchio
La sala dell’oliva e il torchio. Fino all'avvento del turismo, lo
coltura dell'olivo è stata assieme alla pesca la principale attività
economica dell' Alto Garda e, pur se in misura minore rispetto al
passato, viene ancora praticata, favorita dal fatto che la raccolta,
da ottobre a febbraio, coincide con il periodo di minor afflusso
turistico. In primavera, con il ricorso a vanga e piccone il terreno
attorno alla pianta è sarchiato per permettere una migliore
concimazione, quindi si sparge il letame ...segue |
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La sala della
pesca
La sala che stiamo per visitare è la prima sorta in Italia dedicata alla pesca
delle acque interne ed è articolata in varie sezioni. In alto, appena entrati, vediamo spiegato uno sparavér - il giacchio - una rete «da lancio» non più in uso do parecchi decenni. Sulla destra, poi, troviamo la sezione riguardante la pesco dei salmonidi
(carpioni e lavarelli). Lungo la parete scendono delle reti di cotone
e di nylon, i volantini. Questi, ancora adesso vengono abbandonati
alle correnti verso ...segue |
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La serra dei limoni
Secondo la tradizione gli agrumi furono introdotti sul Garda nel sec. XIV ad opera dei frati francescani. Le prime limonàre sorsero sulla sponda bresciana, per lo più nei territori di Gargnano
e di Limone, ma non mancavano neppure sulla costa veronese, dove il
centro principale di questa coltura era Torri. Il Garda, con i suoi
46° di latitudine nord, rappresentò in passato la zona più
settentrionale al mondo in cui si coltivavano gli agrumi a scopo
commerciale. Ciò fu ...segue |
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La sala degli "Antichi Originari"
La corporazione di pescatori degli Antichi Originari affonda le sue origini
nel medioevo, iniziando lo sua storia il 16 settembre del 1452, quando i pescatori di Garda, Torri e Sirmione acquistarono dai nobili Becelli di Costermano lo cosiddetta «Peschiera di S. Vigilio» con il pescosissimo Pal del Vò, una secca della catena montuosa subacquea che si allunga dalla penisola di S. Vigilio a quella di Sirmione. Perfezionata la transazione, le tre Comunità si divisero la «Peschiera» in parti uguali ...segue |
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La sala del plastico
Il centro della sala è occupato dal plastico del paese di Torri, come si
presentava fino agli inizi del' 900, desunto da mappe veneziane del sec.
XVIII e dal catasto austriaco del secolo successivo.
Tozze e basse mura, di epoca alto medioevale, circondavano tutto
l'abitato, tranne che verso il lago, mentre il fossato era in parte occupato
dalle acque dei torrenti che scendono dalla collina.
Dalla porta orientale partiva una strada che portava ad Albisano, a Pai e,
con il nome di «strada dei ...segue |
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La sala delle incisioni rupestri
Le incisioni rupestri del lago di Garda vennero segnalate per la prima volta
nel 1964 dal prof. Mario Pasotti. Da allora ne furono scoperte un po'
dappertutto, da Garda a Malcesine, ma la zona finora con la più alta
concentrazione di graffiti è senz'altro quella di Torri. Fino ad ora sono state
catalogate più di 250 rocce incise e almeno 3.000 raffigurazioni.
Tale complesso di arte rupestre, reso possibile dalla presenza dei liscioni, le
rocce modellate dai ghiacciai, per importanza è collocato ...segue |
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Il panorama dai camminamenti
Saliti ai
camminamenti, proseguiamo verso il mastio, un tempo comunicante con il
resto della fortificazione tramite un ponte levatoio di legno, ora
grazie ad uno fisso in muratura. Ci affacciamo verso l'interno della
torre e, in basso, notiamo la botola per la quale venivano fatti
precipitare i condannati a morire sulle lame della sottostante «
camera della morte », ora però priva dei suoi antichi strumenti di
tortura. Quindi, ritorniamo alla scala d'accesso e saliamo sul
terrazzino...segue |
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