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Il centro della sala è occupato dal plastico del paese di Torri, come si
presentava fino agli inizi del' 900, desunto da mappe veneziane del sec.
XVIII e dal catasto austriaco del secolo successivo.
Tozze e basse mura, di epoca alto medioevale, circondavano tutto
l'abitato, tranne che verso il lago, mentre il fossato era in parte occupato
dalle acque dei torrenti che scendono dalla collina.
Dalla porta orientale partiva una strada che portava ad Albisano, a Pai e,
con il nome di «strada dei Castèj, a Garda.
Le serre di limoni occupavano la zona pianeggiante appena fuori le mura,
ma non mancavano all'interno del paese.
Si nota l'assenza del lungolago, costruito negli anni '60, ed è evidente la
pianta «a pettine» del paese, con i vicoli che dal corso principale -
l'attuale via Dante Alighieri - portano al lago e verso la campagna.
I due poli attorno ai quali gravitava la vita cittadina erano la Chiesa,
addossata alla cittadella (èl Trincerò) e il porto, con i suoi fondachi e i
cantieri di barche. Oltre alle torri di Berengario e dell'Orologio, è visibile
un'altra torre nel centro, mentre degli antichi palazzi signorili ricordiamo
quello della Gardesana, le case che fanno da cornice alla piazza del
porto e il palazzo Mari (già Marai), del XV sec. Infine, il Castello Scaligero
chiude il paese a sud.
Un altro motivo di interesse offerto da questa sala sono le due grandi carte
topografiche esposte alle pareti. Vennero fatte nel 1792 su
commissione dell'Ospedale Maggiore di Brescia, che vantava diritti su
molte terre del Comune di Torri.
Di ogni lotto sono registrati il nome della località, il proprietario, i
confinanti, il tipo di coltivazione e la decima a cui era soggetto.
La rappresentazione cartografica di ogni appezzamento è stata poi
riportata - con a Iato i dati di sua pertinenza - su tre grossi volumi esposti
nella bacheca. L'autore del plastico è il prof. Carlo Fagnini, di Firenze.
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